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feb 29

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Il rossoblù «carica» Tomovic

Il difensore: «Voglio dimostrare che in futuro potrò giocare in una squadra come il Genoa»
Vede  rossoblù  e  si  motiva automaticamente. Nenad  Tomovic, dopo la  bella prestazione   di Cagliari,  spera di giocare  anche  contro  il  «suo»  Genoa.  Il club ligure lo ha acquistato  nell’estate 2009 dalla Stella Rossa di Belgrado, per poi cederlo al Lecce a gennaio dell’anno  scorso.
«Quando gioco contro il Genoa voglio sempre dimostrare che in futuro potrò giocare anche  in quella squadra, che, con tutto il rispetto per i colori giallorossi, è di livello superiore. Ho  tanta voglia di dimostrare ai dirigenti del Genoa, che sono un giocatore forte, che posso  giocare anche con loro». Il difensore  serbo è rientrato  dopo un paio di settimane, utili a  smaltire un infortunio   muscolare:   «Mi   è   dispiaciuto rientrare per sostituire Oddo, che  era influenzato e  che per come  stava giocando avrebbe meritato di stare in campo. Però non nego di essere  contento di aver dimostrato di stare bene, di essere utile alla squadra».
A Cagliari, Tomovic ha lasciato la sua firma:  al  7’ della  ripresa, sull’1-1,  ha  respinto  un  tiro   a  botta  sicura  di  Conti. Salvataggio decisivo: «Mi son girato ed ho avuto fortuna».
In  avvio  di  stagione,  Tomovic  ha  sofferto. Probabilmente il  turbillion di moduli che Di  Francesco ha somministrato alla squadra non gli ha giovato: «Nel 3-5-2 mi trovo bene.  Quest’anno ho spesso cambiato ruolo, ma a destra mi sento più sicuro. Adesso Cosmi, che da  quando è arrivato ci ha trasmesso fiducia e la certezza di come giocare, può  contare su più  alter native». Di  certo,  il  tecnico  giallorosso  ha  rivoluzionato  l’assetto  della  difesa  che   era tra le più perforate da tre stagioni e mezza. Nelle  ultime  quattro  gare ha  subito  appena 2 reti: meglio del Milan (3), come la Juventus, seconda solo al Napoli (0). Nel girone  d’andata, il Lecce contro le stesse squadre  aveva  subito  7 gol.  «Che  cosa  è cambiato?  Sono arrivati altri giocatori che ci hanno arricchito della loro esperienza. E  poi  lavoriamo   molto di  più  sulla  fase difensiva  e  sulle  palle  inattive.  Noi  giocatori siamo più attenti:  sia  a livello individuale, sia a livello collettivo. Ad esempio, i centrocampisti ci aiutano tanto:  fossi io  l’allenatore,  farei giocare  Giacomazzi sempre davanti alla difesa. “Giaco” è davvero  un grande leader, ci trasmette la sua tranquillità aiutandoci tanto.  Con lui ci sentiamo più  forti».
Una vittoria contro il Genoa risucchierebbe  nella mischia  anche la  squadra di Pasquale  Marino. Palacio e compagni hanno la peggior difesa del campionato con 46 reti  al  passivo.   «Non  vorrei  parlare  dei prossimi avversari,  ma è  innegabile che siano in difficoltà, anche  perché ogni anno cambiano tanto in difesa e a centrocampo. Domenica sarà  una gara   delicata anche per loro. Sono a 7 punti da noi, credo che sentano  la  difficoltà  della   salvezza,  noi però dobbiamo  guardare in  casa nostra. Novara e Atalanta già retrocesse?  Non so, non dobbiamo badare a chi sta dietro, ma a chi  ci  precede.  Adesso  per  il  Lecce   comincia un mini-campionato. Il Siena è ancora  avanti  di  due punti,  Bologna  e  Fiorentina  sono lì a quattro lunghezze e dobbiamo cercare di giocare su di loro, come pure su Genoa e  Parma. Siamo tutti vicini e questo ci facilita il compito. Il blasone poi non conta: sarà solo il  campo a decidere chi resterà in Serie A».
N OT I Z I A R I O – In mezzo alle tribune deserte del  Via Del  Mare, Serse  Cosmi ha guidato  una seduta prettamente atletica. Dopo  un  lungo  colloquio  con  la  squadra nella pancia  dello stadio e la visione di un video sulla gara di Cagliari, il tecnico ha diviso il gruppo in due,  somministrando una ricca dose di resistenza, tra andature e corse intervallate. Lavoro  individuale per Brivio,  che  agli  ordini di  Lorenzo  Rubinacci si è esercitato in una serie di  gesti tecnici specifici del ruolo. Dal terreno di gioco è uscito prima del tempo Muriel, per un   piccolo  affaticamento muscolare.  Assenti i tre nazionali (Bojinov, Cuadrado e Seferovic) e  Oddo (a riposo), hanno svolto lavoro differenziato Benassi e Grossmuller,  che  torna  ad   allenarsi  col  gruppo.  A fine  seduta  una  tiratissi ima  partitella  7 contro 7, terminata ai  rigori.
Gazzetta del Mezzogiorno

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