Il difensore: «Voglio dimostrare che in futuro potrò giocare in una squadra come il Genoa»
Vede rossoblù e si motiva automaticamente. Nenad Tomovic, dopo la bella prestazione di Cagliari, spera di giocare anche contro il «suo» Genoa. Il club ligure lo ha acquistato nell’estate 2009 dalla Stella Rossa di Belgrado, per poi cederlo al Lecce a gennaio dell’anno scorso.
«Quando gioco contro il Genoa voglio sempre dimostrare che in futuro potrò giocare anche in quella squadra, che, con tutto il rispetto per i colori giallorossi, è di livello superiore. Ho tanta voglia di dimostrare ai dirigenti del Genoa, che sono un giocatore forte, che posso giocare anche con loro». Il difensore serbo è rientrato dopo un paio di settimane, utili a smaltire un infortunio muscolare: «Mi è dispiaciuto rientrare per sostituire Oddo, che era influenzato e che per come stava giocando avrebbe meritato di stare in campo. Però non nego di essere contento di aver dimostrato di stare bene, di essere utile alla squadra».
A Cagliari, Tomovic ha lasciato la sua firma: al 7’ della ripresa, sull’1-1, ha respinto un tiro a botta sicura di Conti. Salvataggio decisivo: «Mi son girato ed ho avuto fortuna».
In avvio di stagione, Tomovic ha sofferto. Probabilmente il turbillion di moduli che Di Francesco ha somministrato alla squadra non gli ha giovato: «Nel 3-5-2 mi trovo bene. Quest’anno ho spesso cambiato ruolo, ma a destra mi sento più sicuro. Adesso Cosmi, che da quando è arrivato ci ha trasmesso fiducia e la certezza di come giocare, può contare su più alter native». Di certo, il tecnico giallorosso ha rivoluzionato l’assetto della difesa che era tra le più perforate da tre stagioni e mezza. Nelle ultime quattro gare ha subito appena 2 reti: meglio del Milan (3), come la Juventus, seconda solo al Napoli (0). Nel girone d’andata, il Lecce contro le stesse squadre aveva subito 7 gol. «Che cosa è cambiato? Sono arrivati altri giocatori che ci hanno arricchito della loro esperienza. E poi lavoriamo molto di più sulla fase difensiva e sulle palle inattive. Noi giocatori siamo più attenti: sia a livello individuale, sia a livello collettivo. Ad esempio, i centrocampisti ci aiutano tanto: fossi io l’allenatore, farei giocare Giacomazzi sempre davanti alla difesa. “Giaco” è davvero un grande leader, ci trasmette la sua tranquillità aiutandoci tanto. Con lui ci sentiamo più forti».
Una vittoria contro il Genoa risucchierebbe nella mischia anche la squadra di Pasquale Marino. Palacio e compagni hanno la peggior difesa del campionato con 46 reti al passivo. «Non vorrei parlare dei prossimi avversari, ma è innegabile che siano in difficoltà, anche perché ogni anno cambiano tanto in difesa e a centrocampo. Domenica sarà una gara delicata anche per loro. Sono a 7 punti da noi, credo che sentano la difficoltà della salvezza, noi però dobbiamo guardare in casa nostra. Novara e Atalanta già retrocesse? Non so, non dobbiamo badare a chi sta dietro, ma a chi ci precede. Adesso per il Lecce comincia un mini-campionato. Il Siena è ancora avanti di due punti, Bologna e Fiorentina sono lì a quattro lunghezze e dobbiamo cercare di giocare su di loro, come pure su Genoa e Parma. Siamo tutti vicini e questo ci facilita il compito. Il blasone poi non conta: sarà solo il campo a decidere chi resterà in Serie A».
N OT I Z I A R I O – In mezzo alle tribune deserte del Via Del Mare, Serse Cosmi ha guidato una seduta prettamente atletica. Dopo un lungo colloquio con la squadra nella pancia dello stadio e la visione di un video sulla gara di Cagliari, il tecnico ha diviso il gruppo in due, somministrando una ricca dose di resistenza, tra andature e corse intervallate. Lavoro individuale per Brivio, che agli ordini di Lorenzo Rubinacci si è esercitato in una serie di gesti tecnici specifici del ruolo. Dal terreno di gioco è uscito prima del tempo Muriel, per un piccolo affaticamento muscolare. Assenti i tre nazionali (Bojinov, Cuadrado e Seferovic) e Oddo (a riposo), hanno svolto lavoro differenziato Benassi e Grossmuller, che torna ad allenarsi col gruppo. A fine seduta una tiratissi ima partitella 7 contro 7, terminata ai rigori.
Gazzetta del Mezzogiorno

feb 29

