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feb
14

«Lecce, cessione a breve se pagano in contanti»

Semeraro: la società ha i conti in ordine, l’unica incognita è la categoria

La  cessione  del  Lecce  è un’operazione  che  potrà  avere  tempi  anche relativamente  rapidi, purché si concretizzi  quella  che è  la  condizione essenziale  per  la  riuscita  dell’affare, cioè  il  pagamento  in  contanti  e,  soprattutto, al momento della stipula. È la  sintesi del pensiero del patron Giovanni  Semeraro,  che  esclude  che  da parte  del  gruppo   Tesoro  ci  sia  un atteggiamento che possa far segnare il passo alla trattativa.
Avreste   dovuto   incontrarvi   in questi  giorni,  c’è  stato  un  rallentamento nei contatti?
«Non  ci  sono  rallentamenti,  caso mai  la  trattativa  procede  a  sprazzi perché i dati che  stiamo fornendo loro non sempre sono pronti. D’altra parte un’operazione del genere  richiede dei tempi. Loro stanno verificando le cifre che  noi  gli  forniamo,  in  qualunque trattativa  di questo  tipo è  necessaria una “due diligence”».
Ma non avete interesse a chiudere prima della fine del campionato?
«Noi  li  abbiamo  invitati  a  concludere  almeno  un  mese e  mezzo  prima che  finisca  il   campionato  e  questo soprattutto nel loro interesse, perché i giochi per programmare la  nuova stagione  iniziano  già  in  quel  periodo. Insomma,  sarebbe  bene  chiudere  entro la fine di marzo».
Qual  è la  situazione finanziaria della società che state cedendo?
«C’è pochissimo da ripianare, anche le fideiussioni sono di entità del tutto trascurabile,  nell’ambito di un milione e  sette-un  milione  e  otto  all’incirca. Nel complesso è una società  appetibile, anche  se  lo  stato  patrimoniale  di  una società  di  calcio  è  soggetto  ad  oscillazioni   frequenti,   quasi   quotidiane. Dipende   da   come   si   propongono   i giocatori,  se riescono a segnalarsi sul mercato,  è  sempre  una  situazione  in divenire, di crediti e  debiti correnti. E poi  c’è  la  grossa  incognita  della  categoria.  Un  conto  è  vendere  una   società in serie A, un altro in serie B».
Per questo è possibile che i Tesoro vogliano aspettare la fine del campionato?
«No, perché è già tutto programmato dalle  clausole che  contemplano le  varie possibilità».
Qual è stato l’approccio dell’aspi rante acquirente?
«È  passato  naturalmente  dall’advisor, ma è stato un contatto molto breve, quanto  bastava   per  comunicare  che aveva intenzione di trattare. Poi hanno subito voluto incontrarmi».
E che referenze ha raccolto circa la loro attendibilità?
«Io  le  referenze  le  valuto  nei  momenti conclusivi. Se ci sono i soldi sul tavolo, allora si fa  tutto, se i soldi sono a venire, non se ne fa nulla».
Quindi  esclude  la  possibilità  di una  stipula  con  successivo  pagamento  al  momento  in   cui  giungeranno  gli  introiti  dei  diritti  televisivi?
«Non scherziamo».
Nelle sue aziende ha selezionato una miriade di persone. A pelle che sensazione ha avuto di  Tesoro?
«È un uomo che negli affari è molto duro,  però  mi  sembra  una  persona corretta,  schietta.   Poi,  ripeto,  sarà  il tavolo a dare l’ultima risposta».
Se questa  trattativa dovesse fallire, cosa fareste?
«Continueremo  con  l’auto gestione, in  base  agli  introiti  che  ci  saranno. Certo,  il  Lecce   continuerà  a  fare  il campionato».
Da quando otto mesi fa ha deciso di mettere in  vendita il Lecce, ha avuto mai dei  ripensamenti?
«Mai un ripensamento».
Hanno influito in questo senso le contestazioni?
«No,  capisco  che  i  tifosi  sono  una componente  del  calcio  e  a  volte  può essere    contraria,   al   più   posso   non essere  stato troppo  incoraggiato dalla freddezza  dell’ambiente in generale».
Eppure il suo disimpegno arrivò come un fulmine a ciel sereno. Può avere  influito  la  rottura   con  De Canio  e  la  necessità  di  cambiare progetto  e  struttura  organizzativa ?
«Assolutamente no,  questa decisione  l’avevo  maturata  da  tempo  ed  è stata   dettata    solo   dalla   stanchezza. Questa  attività  comporta  un  grande dispendio   di   energie    nervose,   oltre naturalmente   ad   ingenti   risorse   finanziarie.  Io  sono  entrato  nel  calcio per  passione,  ma  ogni  cosa  ha  un inizio ed una fine».
Gazzetta del Mezzogiorno

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